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Venerdì 08 Gennaio 2021
Papa Pio XI condanna ogni forma di controllo delle nascite

L'8 gennaio 1931 Papa Pio XI presenta la sua enciclica "Casti connubii" pubblicata il 31 dicembre 1930. L'enciclica Casti connubii di Pio XI appare cinquant'anni dopo l'enciclica" Arcanum divinae sapientiae" di Leone XIII. Di quest'ultima conferma esplicitamente l'insegnamento, ma anche ne supera la prospettiva rigidamente istituzionale del matrimonio cristiano per aprirsi a una concezione leggermente più personalistica, con più attenzione agli aspetti umani, morali e spirituali.
L'intenzione fondamentale è polemica nei confronti della libertà sessuale del tempo: a essa, con durezza, riconduce quasi tutte le problematiche nuove che rimettono in discussione il modello tradizionale cristiano di matrimonio. Perciò i molteplici errori devono essere valutati alla luce della dottrina divina dei beni del matrimonio in generale e di quello cristiano in particolare, per suscitare un articolato impegno per la restaurazione delle virtù matrimoniali e familiari. Il quadro concettuale è, dato dalla dottrina agostiniana dei tre beni (prole, fedeltà e sacramento), che contengono uno splendido compendio di tutta la dottrina sul matrimonio cristiano (n. 124). Pio XI dà ampio spazio al tema della carità coniugale, che però non include necessariamente l'esercizio dell'atto coniugale. Questo, poi, è reso intrinsecamente disonesto dalla contraccezione che viene condannata in modo esplicito. Per la crescita morale e spirituale dei coniugi Pio XI valorizza la sacramentalità del matrimonio inteso come sacramento permanente. Infine dei consigli pastorali dati in questo documento molti conservano un'attuale validità. L'importanza della "Casti connubii" nel consolidare l'atteggiamento della Chiesa contemporanea verso il matrimonio è indiscutibile.

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