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Lunedì 04 Luglio 2016
Furti di auto a noleggio: danni per 8,5 mln di €. In 5 Regioni il 90% dei casi. Boom dei recuperi grazie ai dispositivi hi-tech

“Non conosce crisi il business dei furti di auto in noleggio a breve termine che lo scorso anno ha visto coinvolte 1.240 veicoli causando un danno complessivo agli operatori del settore pari a 8,5 milioni di euro. In Campania, Puglia, Sicilia, Lazio e Lombardia si concentra il 90% delle attività condotte da organizzazioni criminali, sempre più strutturate e ramificate sul territorio che prendono di mira principalmente vetture utilitarie (500, Panda e Fiesta su tutte) per alimentare il mercato nero dei pezzi di ricambio. In risposta si sta rafforzando l’attività di prevenzione da parte degli “autonoleggiatori” che sempre più spesso proteggono la propria flotta con dispositivi hi-tech per poter continuare a garantire servizi di mobilità ad aziende e turisti sull’intero territorio nazionale”. Sono questi i principali dati e trend che emergono dall’analisi elaborata da ANIASA - l’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici di Confindustria sul tema dei furti di auto in noleggio a breve termine. Nonostante anche lo scorso anno si sia confermato a livello nazionale il costante graduale calo complessivo del numero di furti di autoveicoli (-6%, dai 120mila del 2014 ai 114mila), il fenomeno continua a destare preoccupazioni per gli operatori del noleggio veicoli a breve termine, la cui flotta veicoli (quasi tutti euro 6, con meno di 12 mesi di vita) risulta da sempre particolarmente attraente per le organizzazioni criminali dedite a questo redditizio business. Il 2015 ha visto una leggera contrazione degli episodi criminali, diminuiti del 7,7% (da 1.342 a 1.238 casi), pur a fronte di una complessiva crescita di alcuni indicatori chiave come la flotta circolante, giunta a 109mila veicoli (+5,7% vs 2014) e i giorni di noleggio che hanno toccato quota 31 mln (+8% rispetto all’anno precedente); diretta conseguenza di questo calo anche la diminuzione del pur sempre ingente danno economico sostenuto dagli operatori del settore, sceso da 11 a 8,5 milioni di euro (-22,7%), quasi l’1% del giro d’affari complessivo del comparto. La contrazione delle perdite è in parte dovuta alla migliore distribuzione da parte degli operatori delle vetture più “ricercate” nelle principali aree a rischio e all’effetto deterrenza legato alla protezione della flotta da parte delle società di noleggio. Contestualmente hanno registrato un vero e proprio boom le attività di recupero dei veicoli rubati lievitate lo scorso anno del 46% (da 335 a 488 recuperi), una crescita che ha riportato il tasso di ritrovamento delle auto a noleggio rubate al livello delle media nazionale (dal 29,8% al 45,7%). Come accennato, le ragioni di questo incremento vanno ricercate nell’impegno profuso dagli operatori negli ultimi mesi nell’attività di protezione hi-tech della propria flotta mediante dispositivi tecnologici (satellitari e radio-frequenza) e partnership con operatori specializzati nel rilevamento e recupero delle auto rubate. Grazie alle dotazioni telematiche, oggi gran parte dei recuperi avviene nelle 48 ore successive al furto, trascorse le quali le possibilità di rientrare in possesso del bene si riducono “al lumicino”. I dati relativi ai primi 5 mesi del 2016 evidenziano, inoltre, una preoccupante inversione di tendenza per gli operatori del settore che vedono nuovamente crescere, addirittura del 13%, gli episodi criminali, mentre le attività di recupero confermano la propria efficacia con percentuali di ritrovamento che si aggirano attorno al 45% dei veicoli rubati. L’analisi territoriale del fenomeno furti nel 2015 rivela come questo sia quasi esclusivamente concentrato in 5 Regioni, a decisa vocazione turistica e strategiche anche per la clientela business, in cui avviene il 90% degli episodi criminali: su tutte la Campania (33% dei furti totali), seguita da Puglia (26%), Sicilia (13%), Lazio (10%) e Lombardia (8%). Nelle cinque regioni a “bollino rosso” le aree maggiormente a rischio furto si focalizzano quasi sempre intorno a singole province: a Napoli, la più colpita da furti di auto a noleggio d’Italia, si concentra il 94% degli episodi criminali registrati in Campania, a Roma il 94% del Lazio, 9 sottrazioni su 10 in Sicilia avvengono a Catania e lo stesso accade anche con Milano che detiene il primato indiscusso degli episodi in Lombardia con il 90%. Più diffusa è la piaga sul territorio pugliese, dove a essere bersagliate sono i veicoli che circolano nel triangolo Bari – Foggia. Nel Centro e Sud Italia i veicoli più rubati restano quelli dei segmenti non premium, con alcune specificità territoriali (ad esempio i numerosi furti di Smart a Roma), mentre nel Nord-Italia a questo trend si affiancano le sottrazioni di veicoli di segmento alto dei brand Mercedes e Audi; nel caso delle utilitarie si tratta di furti finalizzati alla cannibalizzazione delle vetture per il mercato dei pezzi di ricambio, nel secondo di sottrazioni finalizzate alla rivendita nei mercati dell’Est Europa e talvolta del Nord Africa. Nella quasi totalità dei casi, dietro il fenomeno si celano interessi di strutturate e ramificate organizzazioni criminali che spesso riescono a rubare e a “ridurre in pezzi” il veicolo nel giro di 3-4 ore oppure a prelevare il mezzo attraverso documenti falsi e carte di credito clonate, facendone poi perdere le tracce. Una vettura rubata su tre appartiene al Gruppo FCA, da sempre primario canale di approvvigionamento della flotta a noleggio; il modello più ricercato dai ladri a livello nazionale è la FIAT 500, seguita da FIAT Panda e Ford Fiesta. Il furto dell’auto genera per gli operatori del settore come conseguenza immediata la perdita del valore del veicolo, il successivo mancato fatturato dovuto all’impossibilità di noleggiarlo (fino a che non viene sostituito) e costi di gestione per le pratiche amministrative e burocratiche connesse all’evento. Costi che stanno costringendo i grandi operatori multinazionali e nazionali del noleggio a breve termine a valutare la permanenza in queste aree strategiche per l’offerta turistica del nostro Paese. Senza contare, nel caso in cui l’episodio colpisca soprattutto turisti stranieri, il problema d’immagine che si genera per il nostro Paese. Un fenomeno che si sta consolidando negli 2-3 ultimi anni, riguarda i furti dei navigatori satellitari; si tratta di dispositivi integrati, che oltre alla classica funzione di mappa e guida alla destinazione, gestiscono funzioni e informazioni essenziali per la guida dell’auto e dialogano con la stessa centralina del veicolo. Le sottrazioni, da una parte, alimentano il mercato nero dei pezzi di ricambio e, dall’altra, consentono ai ladri di entrare in possesso di sofisticati microprocessori, molto potenti e veloci, che vengono utilizzati per la clonazione delle carte di credito. Il trend produce un impatto decisamente elevato sul settore: il dispositivo, infatti, a seconda del segmento di appartenenza del veicolo ha un costo variabile da 1.700 a 7.000 euro (per i veicoli premium). Senza contare il costo di ripristino dell’auto; i criminali per rubare il navigatore nel più breve tempo possibile danneggiano sensibilmente la parte centrale del cruscotto, compromettendo il cablaggio dei fili. Ci sono aziende del settore che per questo specifico fenomeno, sono arrivate a sostenere fino a 2 milioni di euro di danni. Un trend più consolidato negli anni riguarda le sottrazioni di pneumatici nuovi alle vetture a noleggio, con situazioni al limite di auto che vengono riconsegnate alle società con gomme diverse da quelle di inizio noleggio.

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