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Giovedì 31 Marzo 2016
Energia, calano luce (-5%) e gas (-10%), ma peso fiscale limita ribassi e concorrenzaDal 1° aprile, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, scatterà un ribasso del 5% per l’energia elettrica e del 9,8% per il gas. Ribassi che si tra

Da domani 1 aprile 2016, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia, scatta un ribasso del 5% per l’energia elettrica e del 9,8% per il gas. Ribassi che si traducono in un risparmio per le famiglie di 67 euro, di cui 8 per la bolletta della luce e 59 per quella del gas. Il calo è dovuto principalmente al forte calo registrato dalla materia prima, ma il peso sul prezzo finale di fisco, pari a circa il 40%, e costi di trasporto e gestione precludono la possibilità di ribassi più cospicui. E con l’avvento del mercato libero questa impostazione impedirà lo sviluppo di una vera concorrenza, in quanto l’unico elemento su cui impostare le offerte ai consumatori è proprio quello della materia prima, limitato rispetto alle altri componenti. Il Governo ha già predisposto un decreto che dal 1° gennaio 2018 eliminerà il mercato tutelato, costringendo 21 milioni di famiglie a scegliere un fornitore nel mercato libero. Continuiamo ad essere contrari al provvedimento, in quanto il mercato libero esiste già ed è conveniente solo per le medie e grandi imprese, mentre si è rivelato molto più caro per le famiglie e le piccole imprese, e a sostenere che la concorrenza controllata, che oggi avviene attraverso l’Acquirente Unico, è una forma di controllo del mercato da potenziare e sostenere. Come Adoc siamo contrari all’abolizione del mercato tutelato anche perché, comparando la migliore offerta sul mercato libero, per i consumatori domestici, con le tariffe degli ultimi tre anni del mercato tutelato, il vantaggio per la bolletta della luce si riduce a circa 10 euro annui, mentre per il gas il vantaggio massimo è di 100 euro l’anno. Inoltre senza il mercato tutelato verrà a mancare un punto di riferimento fondamentale per la comparazione delle offerte, con il rischio di seri risvolti negativi per le famiglie. Come Adoc evidenziamo inoltre la ancora poca chiarezza della bolletta 2.0, poco comprensibile per i clienti domestici in quanto vengono evidenziati solo i costi medi e non i costi giornalieri e mensili, come avrebbe dovuto essere e come era stato concordato. Rimane, per ultimo ma non meno importante, il problema della tariffa progressiva D1, che così come è stata formulata e introdotta, senza alcun criterio di gradualità, crea un danno economico importante alle famiglie italiane, in particolare per quelle che consumano meno di 2700 kw/h annue che andranno a pagare, con questo sistema, almeno il 30% in più di quanto spendono attualmente.”

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