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Lunedì 13 Aprile 2015
La Banca d'Italia lancia l'allarme: il debito pubblico continua ad aumentare-

La Banca d'Italia nel supplemento al Bollettino statistico: 'Finanza pubblica, fabbisogno e debito' fornisce un quadro decisamente allarmante. Infatti il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato a febbraio di 3,3 miliardi rispetto a gennaio, salendo a 2.169,2 miliardi e raggiungendo il massimo storico, sopra il precedente picco di 2.167,7 miliardi del luglio 2014.

Nel primo bimestre le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 58 miliardi, rimaste sostanzialmente invariate rispetto allo stesso periodo del 2014. Nei primi due mesi del 2015 le entrate sono state pari a 57,95 miliardi a fronte dei 58,21 dei primi due mesi 2014. Dall'indagine sul credito della Banca d'Italia effettuata sulle principali banche italiane emerge che resta invariata, nel primo trimestre, la domanda delle imprese per gli investimenti fissi mentre aumenta quella per scorte/capitale circolante e ristrutturazione e rinegoziazione del debito. Ferma anche quella per fusioni e acquisizioni. L'istituto di emissione, dopo un'indagine sul credito nell'euro zona segnala inoltre come "nel primo trimestre 2015 sia proseguito l'allentamento dei criteri di offerta dei prestiti a imprese e famiglie", in scia alla "maggiore concorrenza tra le banche e al miglioramento della liquidità degli intermediari". Per il trimestre in corso le banche "si attendono un ulteriore, lieve allentamento delle condizioni di offerta dei prestiti alle imprese". "Il miglioramento delle politiche creditizie si è tradotto soprattutto in una ulteriore riduzione dei margini applicati alla media dei prestiti e, per le erogazioni alle imprese, in un lieve aumento dell'ammontare concesso", spiega la Banca d'Italia, sottolineando che "secondo le valutazioni degli intermediari, la domanda di prestiti da parte delle imprese è rimasta invariata, quella delle famiglie è aumentata. Nel trimestre in corso la domanda di finanziamenti, sia delle imprese sia delle famiglie, si rafforzerebbe in misura significativa". I criteri di offerta per i prestiti alle famiglie rimarrebbero invece invariati.

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