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Martedì 03 Febbraio 2015
Nonostante le promesse del Governo Renzi, l'Italia torna in deflazione e a livello 1959

Oggi l'Istat ha diffuso i dati provvisori dei prezzi al consumo che, nonostante le continue promesse del Governo Renzi, confermano che l'Italia torna in deflazione e tocca i minimi da oltre mezzo secolo: dopo la variazione nulla di dicembre, a gennaio l'indice dei prezzi al consumo diminuisce dello 0,6% rispetto a gennaio 2014, il livello più basso dal settembre 1959 (-1,1%). Su base mensile il calo è dello 0,4%. Lo comunica l'Istat diffondendo le stime preliminari.  L'indice armonizzato europeo (Ipca) diminuisce dello 0,4% su base annua (dal -0,1% di dicembre), il livello più basso dal 2001. Su base mensile il calo è del 2,4%: la flessione congiunturale spiega l'Istat, è in larga parte da ascrivere ai saldi invernali dell'abbigliamento e calzature, di cui l'indice Nic non tiene conto. Al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, l'inflazione di fondo permane positiva ma in ulteriore rallentamento (+0,3% da +0,6% di dicembre); al netto dei soli beni energetici scende a +0,3% (era +0,5% il mese precedente). L'inflazione acquisita per il 2015 è pari a -0,6%. A pesare sulla deflazione registrata a gennaio 2015 è soprattutto la componente energetica: la flessione su base annua dell'indice (-0,6%) è dovuta in larga misura all'accentuarsi della caduta tendenziale dei prezzi dei Beni energetici e in particolare non regolamentati (-14,1%, da -8% di dicembre). In particolare i carburanti segnano una flessione del 15,2% annuo (da -8,6% di dicembre), il livello più basso dal luglio 2009 (-19,2%). Inversione di tendenza per il cosiddetto 'carrello della spesa'. A gennaio i prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona aumentano dello 0,1% su base annua, dal -0,2% di dicembre. Su base mensile i prezzi aumentano dello 0,6%. 

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