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Venerdì 12 Settembre 2014
L'Italia in deflazione e i prezzi calano in 15 grandi centri urbani

Oggi l'Istat conferma ufficilamente che l'Italia è in deflazione: i dati registrano per agosto un indice dei prezzi in calo dello 0,1% rispetto allo stesso mese dello scorso anno (era +0,1% a luglio). Il Paese entra quindi in deflazione per la prima volta dopo oltre 50 anni, cioè dal settembre del 1959, quando però l'economia era in crescita. La dinamica tendenziale dell’indice generale è principalmente dovuta all’accentuarsi della flessione  annua dei prezzi dei Beni energetici (con quelli non regolamentati che da +0,4% di luglio passano a -1,2%) e al rallentamento della crescita tendenziale dei prezzi dei servizi; andamenti solo in parte controbilanciati dal ridimensionamento della flessione dei prezzi degli Alimentari non lavorati (-1,8%, da -2,9% di luglio). Al netto dei soli beni energetici, l’inflazione sale invece allo 0,4% (da +0,3% di luglio), mentre l’“inflazione di fondo”, al netto degli alimentari non lavorati e dei beni energetici, scende allo 0,5% (dallo 0,6% del mese precedente). A contribuire al rialzo mensile dell’indice generale sono essenzialmente i prezzi dei Servizi relativi ai trasporti (+3,8%), su cui incidono fattori di natura stagionale. Questo aumento è solo in parte compensato dal calo mensile dei prezzi degli Energetici non regolamentati (-0,5%). L’inflazione acquisita per il 2014 sale allo 0,4% dallo 0,3% di luglio. Rispetto ad agosto 2013, i prezzi dei beni diminuiscono dello 0,6% (lo stesso valore di luglio) mentre il tasso di crescita dei prezzi dei servizi rallenta (+0,6%, da +0,7% del mese precedente). Pertanto, rispetto a luglio 2014, il differenziale inflazionistico tra servizi e beni si riduce di un decimo di punto percentuale.I prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona registrano una variazione congiunturale nulla e una flessione tendenziale (-0,2%) meno ampia di quella registrata a luglio (-0,6%). I prezzi dei prodotti ad alta frequenza di acquisto non variano su base mensile e presentano un tasso di crescita su base annua stabile allo 0,2%.L’indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) diminuisce dello 0,2% in termini sia congiunturali sia tendenziali (a luglio, il tasso tendenziale era nullo). Anche in questo caso, la stima preliminare è confermata. L’indice nazionale dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati (FOI), al netto dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e diminuisce dello 0,1% rispetto ad agosto 2013. Sempre l'Istat rileva che salgono a quindici le grandi città in deflazione. Registrano, infatti, prezzi in calo su base annua: Potenza, Reggio Emilia e Padova (-0,1%); Roma, Perugia, Bologna e Genova (-0,2%); Bari, Trieste, Firenze e Milano (-0,3%); Livorno (-0,5%); Torino (-0,6%); Verona (-0,7%); e Venezia (-0,8%). A luglio il numero delle città con i prezzi al consumo sotto 'zero' si fermava, infatti, a 10. E tra le 'new entry' spicca Milano, a cui si aggiungono anche Bologna e Genova. Invece per Venezia si tratta di un ritorno (era stata una delle prime a rilevare listini in discesa). Per città come Roma e Firenze si tratta di una conferma, mentre anche questa volta Napoli si tiene sopra l'asticella della deflazione (+0,2%). Più nel dettaglio, tra i copoluoghi di regione e provincia autonoma, mantengono un indice ancora positivo solo in 8, mentre Ancora registra prezzi fermi, sempre in termini tendenziali. Guardando alle altre grandi città (con più di 150 mila abitanti) a segnare i rialzi maggiori sono: Bolzano (+1,1%), Messina (+1,0%) e Cagliari (+0,7%).

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