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Martedì 17 Dicembre 2013
Proposta della Siae che chiede di aumentare Equo compenso del 500% su smartphone e tablet.

La Siae ha chiesto di aumentare l’Equo compenso del 500% su smartphone e tablet. Dopo la gaffe della Web Tax e quella che esclude gli e-book dagli sgravi sui libri, un’altra tegola ostacola il cammino dell’economia digitale in Italia. La SIAE avrebbe dettato il decreto per aumentare l’Equo compenso, al fine di raccogliere da 130 a 200 milioni di euro. Secondo altre stime sarà una stangata da di 100 milioni di euro. Comunque sia, la SIAE vuole aumentare il nuovo balzello sugli smartphone nel 2014: l’Equo compenso è stato aumentato del 500% sui dispositivi Mobili (da 50 centesimi a 5,2 euro), metre per i Pc la proposta è di 6 euro. Il governo è riuscito ad introdurre sgravi per la cultura, permettendo ai cittadini di dedurre fino a 1.000 euro per libri di editoria generale e altri 1.000 euro per libri scolastici e universitari. Ma non ha esteso la detassazione agli e-book, mostrando di avere un approccio retrogrado nell’era digitale. Fra la Web Tax, che all’Italia potrebbe costare una costosa procedura di infrazione, e gli ultimi provvedimenti antistorici, la Legge di stabilità prevede anche di aumentare la “tassa” Siae che grava su tutti i dispositivi dotati di memoria. Se gli utenti su Facebook chiedono di abolire la SIAE, mentre la Web Tax è già nel mirino dell’American Chamber of Commerce in Italia, che rappresenta 200 Camere di commercio statunitensi, forse in Italia c’è qualcosa che non va. Il Paese non solo non elimina il Digital divide, ma è oberato da un asfissiante divario culturale, che ne paralizza la crescita nell’era dell’economia digitale.

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